
La Giuria del concorso ha deliberato. Si vincono soldi a Torino: 25mila euro per il miglior film e poi a scendere per le altre categorie. Equilibrata la composizione dei giurati: il regista Alexey German Jr., gli scrittori usa Jonathan Lethem e Dito Montiel (in realtà quest’ultimo ha anche esordito nella regia con Guida per riconoscere i tuoi santi) e gli attori Alba Rohrwacher e il polacco Jerzy Stuhr.
Come da pronostico, ha vinto Tony Manero del regista cileno Pablo Larrain, che si è guadagnato anche il riconoscimento della critica internazionale col Premio Fipresci. Per la verità era un titolo di seconda mano. Nella lotta all’ultimo sangue tra Festival per aggiudicarsi anteprime ed esclusive, bisogna fare i conti con quello che c’è. E infatti il film di Larrain era già passato alla Quinzaine di Cannes (una sezione collaterale) ed è stato nominato all’Oscar per il suo paese.
La storia è molto curiosa: un disoccupato innamorato del John Travolta de La febbre del sabato del sera le tenta tutte per interpretarlo in un film prodotto in Cile. Arriverà alla selezione per il miglior Tony Manero del paese ma senza quella fortuna che era certo di essersi conquistato anche a costo delle peggiori violenze sulle persone che gli stanno accanto. Alfredo Castro, nei panni dell’emulo di Travolta, è stato giudicato miglior attore.
Premio speciale della giuria a Prince of Broadway, un titolo Usa molto apprezzato. Si è parlato di atmosfere alla Cassavetes: racconta di un ghanese che cerca di sopravvivere vendendo merce taroccata per le vie di New York. Emmanuele Devos per il film belga Non-Dit di Fien Troch è stata premiata quale migliore attrice.
Nella sezione documentari italiani, che qui a Torino hanno una vetrina molto prestigiosa, la giuria ha scelto Napoli Piazza Municipio di Bruno Olivero, mentre il premio speciale è andato a Rata nece biti (Non ci sarà la guerra) di Daniele Gaglianone.
Per i cortometraggi vince A chi è già morto a chi sta per morire di Fulvio Pepe, premio speciale a Ottana di Pietro Mele e menzione speciale a La nonna di Massimo Alìm Mohammad.
l’Unità.it 29 novembre 2008
